Gli ebrei in fuga Indice Il Governatorato della Dalmazia

LA PROVINCIA DI LUBIANA

Il numero dei profughi giunti nella Slovenia meridionale annessa all'Italia durante i primi mesi dell'occupazione fu decisamente inferiore rispetto al numero di quelli che raggiunsero le altre zone.
Fu forse per questo motivo che non si rinvengono documenti che attestino che alle frontiere della provincia di Lubiana si verificassero respingimenti di massa simili a quelli ampiamente praticati nelle province di Fiume o della Dalmazia1.
Il comportamento di Giuseppe Grazioli, Alto Commissario della provincia di Lubiana, inoltre, si distinse da quello degli altri governi delle zone jugoslave annesse all'Italia.
I documenti contenuti nei numerosi fascicoli personali di ebrei provenienti dalla Jugoslavia esaminati, mostrano che Grazioli fu sempre propenso a richiedere l'internamento in Italia degli ebrei presenti nel territorio da lui governato.
Già nel giugno del 1941 egli, infatti, telegrafava al Capo della Polizia, sostenendo che riteneva indispensabile l'internamento degli ebrei "data particolare situazione [di] questa provincia". 2
Va però notato che gli ebrei cui l'alto commissario, a quella data, si riferiva non erano solamente i profughi provenienti dalla Croazia che già si erano diretti verso le frontiera della provincia e che vi erano pure stati accolti, ma erano anche gli ebrei che in essa risiedevano stabilmente. 3
Furono essi, infatti - tranne poche eccezioni - i primi ad essere internati in Italia.
L'organizzazione del loro trasferimento iniziò nei primi giorni del mese di luglio del 1941 e il 29 dello stesso mese, in treno, i primi ebrei provenienti da Lubiana arrivarono a Ferramonti.
Questa decisione dell'Alto Commissario Grazioli suscitò le proteste dell'Unione delle Comunità Israelitiche Italiane.
"A suo tempo - si legge nell'esposto presentato al Ministero dell'Interno - L'Ufficio Stranieri della Questura ha chiesto al rappresentante locale della Delegazione di assistenza agli emigranti (Eugenio Bolaffio), oltre alla distinta dei profughi trovantisi a Lubiana, anche quella degli ebrei stabilmente residenti, Sembra che le due distinte siano state inviate all'On. Ministero contemporaneamente e che l'On Ministero abbia disposto che anche gli ebrei stabilmente residenti a Lubiana vengano internati, contrariamente a quanto è stato fatto per quelli stabilmente residenti a Spalato e a Sussa (Susak).[…] Dato che questi ebrei avevano a Lubiana le proprie ditte e i propri affari, hanno risentito un grande danno in seguito all'allontanamento e dato che si ritiene che questa disposizione sia stata data in seguito ad un equivoco, si ritiene opportuno che lo stesso venga chiarito." 4
Il Ministero dell'Interno negò di aver dato disposizioni in tal senso e chiese all'alto commissario Grazioli informazioni su quanto accaduto. 5
Manca, tra i documenti, l'eventuale spiegazione fornita dall'Alto Commissario, ma appare evidente che l'internamento in Italia degli ebrei residenti nel territorio della provincia trova le sue ragioni nel fatto che tutti gli ebrei - non solo quelli profughi - finivano per essere individuati come fiancheggiatori degli oppositori alla dominazione italiana che, anche in Slovenia avevano ben presto iniziato ad organizzarsi.
A questo primo trasferimento fece seguito da quello di un gruppo di altri profughi costituito sia da ebrei provenienti da varie nazioni europee, sia dai primi ebrei jugoslavi in fuga dalla Slovenia occupata dai tedeschi o dalla Croazia rifugiatisi nella provincia.
Grazioli chiese l'autorizzazione al trasferimento in Italia di questo secondo gruppo con un telegramma inviato al Ministero dell'Interno il 9 settembre del 1941.
In esso l'Alto Commissario lamenta la presenza sul territorio della provincia di un numero elevato di ebrei, "in parte qui domiciliati anteriormente all'annessione et parte tra cui donne e bambini immigrati da Croazia et da Susak per sfuggire persecuzione politica (sic) croata. Non essendo compatibile la loro permanenza questa zona, data delicatezza della situazione prego precisare località di internamento, tenendo presente che alcuni potrebbero trasferirsi proprie spese località designate. Raccomandasi cortese urgenza anche perché mentre alcuni sono stati fermati non est per rimanente possibile procedere ulteriori fermi per assoluta deficienza locali queste carceri e rifiutandosi predetti rientrare in Croazia ove sarebbe pericolo loro incolumità personale." 6
Il telegramma risulta importante per diversi motivi.
Il primo riguarda la conferma degli spostamenti dei fuggitivi che, respinti da una parte, tentavano di superare la frontiera di un'altra delle zone controllate dagli italiani, particolare questo che creerà problemi nel ricostruire il numero degli ebrei che dalla Jugoslavia cercarono la protezione degli italiani.
Il secondo risiede nel fatto che anche nella provincia di Lubiana, i profughi che erano riusciti a superare la frontiera, venivano fermati e tenuti in carcere fino a quando il loro destino non sarebbe stato deciso.
Il terzo, infine, si rinviene nell'accenno al fatto che gli ebrei che sarebbero stati internati avrebbero potuto (o dovuto) mantenersi a proprie spese. E' questo un aspetto importante, da tenere ben presente quando si attribuisce valore di accoglienza e protezione al comportamento degli occupanti italiani nei confronti degli ebrei presenti nei territori di loro competenza.
Le forze di occupazione italiane cominciarono ben presto ad essere impegnate, nella provincia di Lubiana come nelle altre zone, in una dura lotta contro i movimenti partigiani, per cui l'impressione che si ricava dalla lettura dei pur scarni documenti riguardanti la provincia di Lubiana è che all'Alto Commissario risultasse più comodo risolvere il problema dell'afflusso degli ebrei profughi chiedendo l'autorizzazione al governo perché fossero internati in territorio italiano, cosa che, peraltro, gli stessi profughi desideravano.
Grazioli mostrò in diverse occasioni - come quella relativa al gruppo di ragazzi passati alla storia come il gruppo "di villa Emma" 7 - di essere disponibile ad accogliere richieste dirette di trasferimento dal territorio della provincia di Lubiana all'Italia, ma ciò avvenne sempre dopo che il Ministero dell'Interno aveva concesso l'autorizzazione e sempre dietro l'assicurazione che qualcuno, in questo caso la Delasem, avrebbe provveduto al loro mantenimento.
Klaus Voigt parla di 1500 profughi - in maggioranza provenienti dalla Croazia - entrati nella provincia di Lubiana tra il 1941 e il 19438 dei quali solo 100 vi si trovano in quest'ultimo anno. Le ricerche finora effettuate documentano quanto contenuto nelle tabelle che seguono.

L'internamento di ebrei residenti o profughi nella Provincia di Lubiana
Periodo Numero
Giugno/dicembre 1941 404
Gennaio/dicembre 1942 236
Gennaio/giugno 1943 11
Non ancora identificato 62
Totale 713

Risulta evidente dalla tabella, che gli internamenti verso l'Italia di singole persone o singoli nuclei familiari provenienti dalla provincia di Lubiana fino al 1942 fu continuo e significativo.
L'analisi del loro percorso di internamento in Italia consente di raccogliere ulteriori informazioni su 404 di loro.

Ebrei internati dalla provincia di Lubiana - percorso di internamento
Emigrati durante l'internamento 8
Deceduti durante l'internamento 7
Arrestati e deportati 52
Presenti nei campi UNRRA (Roma e Puglia 1944) 151
Rifugiati nei pressi delle località di internamento (1945) 30
Partiti per la Palestina (1944) 15
Partiti per gli Stati Uniti (1944 e oltre) 85
Rifugiati in Svizzera (1944) 100
Sopravvissuti senza ulteriori notizie 7



Dal database: internati dalla provincia di Lubiana.


1 Cfr Klaus Voigt, Il rifugio precario - gli esuli in Italia dal 1933 al 1945, Ed La nuova Italia Vol.II p 255 e segg
2 ACS, MI, DGPS, A16 (Stranieri e ebrei stranieri) b.11, f.LUBIANA: Telegramma n. 042 del 19 giugno 1941, Alto Commissario di Lubiana a Capo della Polizia
3 ACS, Ivi: elenchi di ebrei residenti o "pertinenti" alla città di Lubiana
4 ACS,Ivi ,Relazione dell'Unione delle Comunità Israelitiche Italiane, 2 gennaio 1942
5 ACS,Ivi, Ministero dell'Interno a Alto Commissariato della Provincia di Lubiana, nota n. 443/171292 del 14 gennaio 1942
6 ACS,PS,A16 Ebrei stranieri, b.11, f.41.bis "LUBIANA", Alto Commissario a Ministero dell'Interno, 9 settembre 1941
7 Si trattava di un gruppo di circa cinquanta di ragazzi ebrei in età dai sei ai diciotto anni, provenienti da Berlino, Francoforte, Lipsia, Amburgo, Vienna e Graz rifugiatisi in Slovenia per poi passare in Italia. Cfr. Klaus Voigt, Villa Emma, ragazzi ebrei in fuga (1940-1945) La nuova Italia, Firenze, p.115
8 Klaus Voigt, Il rifugio precario cit. pp 277-278

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